Il M5s al teatro Zo: “Lidia Adorno al ballottaggio”

Il Movimento 5 stelle entra in campagna elettorale lanciando attacchi a Stancanelli e Bianco, per bocca della candidata sindaco Lidia Adorno: “Rappresentano il vecchio status quo, hanno lasciato centinaia di milioni di euro di debiti alla città, noi vogliamo il registro delle coppie di fatto, le case dell’acqua e la raccolta differenziata”. E ancora, tuona la Adorno: “Creeremo una commissione d’inchiesta sul buco di bilancio e ci costituiremo parte civile nei processi penali”.

CATANIA – Per inaugurare l’inizio della campagna elettorale il Movimento 5 stelle ha scelto la cornice dell’anfiteatro Zo a due passi dal palazzo delle Poste e dalle Ciminiere.

Testimonial della serata Salvo Grillo: “Per chi non mi conosce -esordisce scaldando gli animi della sala- sono il fondatore di Pecore Sicule, il blog che denuncia le malefatte dei politici”.

È c’è n’è per tutti, a partire dal “candidato dei nobili” Maurizio Caserta, che secondo Grillo, “prenderà al massimo l’1%”; Enzo Bianco, “che ha scelto di fare il ministro abbandonando Catania” e Stancanelli, “sindaco triste di una città condannata ad essere senza futuro”.

Quindi la scommessa, che ha il sapore della profezi: “Vuoi vedere -dice Grillo- che al ballottaggio ci andrà Lidia Adorno?”.

Tutto rosa il tavolo dei relatori, il candidato sindaco è al centro, affiancata da Giulia Grillo, deputato nazionale, e Gianina Ciancio, deputato regionale, che apre le danze. La Ciancio è stata in prima linea contro il voto all’Ars sulla doppia preferenza di genere, “che rischia di favorire il voto di scambio, ma ci siamo anche impegnati per l’ambiente e abbiamo rinunciato al 70% dello stipendio riuscendo ad ottenere l’approvazione del fondo per il micro credito, che grazie al nostro contributo può contare su 400mila euro”.

Quando arriva in sala Angela Foti, altra deputata regionale del M5s, Lidia Adorno si alza e cede il posto, scatta l’applauso della sala e Salvo Grillo prende la palla al balzo: “Vi sfido a trovare un candidato sindaco che cede la poltrona”.

Viene il turno di Giulia Grillo: “Siamo in mezzo a voi, ancora riusciamo ad essere collegati con voi, è importante attivarsi e partecipare”.

E poi Lidia Adorno. “Non siamo dipendenti né succubi di Beppe Grillo, io non lo conosco, la mia candidatura è stata scelta attraverso un percorso democratico che ci porterà alle elezioni. Assisteremo ad una vera e propria guerra che vede in cambio due anime: i conservatori dello status quo Bianco e Stancanelli da una parte, e noi dall’altra”.

“Qualcuno ci ha detto di essere dei fantasmi, ma noi ci autofinanziamo e non siamo presenti soltanto sui cartelloni che gli altri candidati pagano attraverso i finanziamenti pubblici ai partiti”.

“In queste settimane -aggiunge ancora Lidia Adorno- ci siamo riuniti aprendo le nostre sedi alla città. Saremo i portavoce nelle stanze del potere, siamo quelli del movimento Rifiuti Zero e a Catania la raccolta differenziata è ferma al 12% contro il 65% stabilito dall’Europa”.

Le fontane sono solo un vecchio ricordo, Lidia Adorno vede nel futuro di Catania le “case dell’acqua“, dove “con una tessera sarà possibile prelevare 40litri di acqua risparmiando sulle bottiglie”.

Arriva l’attacco a Stancanelli: “Dov’è stato in questi anni? Ha ricoperto contemporaneamente, con un doppio stipendio, l’incarico di senatore e si è fatto vivo soltanto adesso facendo approvare da aule deserte il Pua senza piano regolatore”.

Il bilancio. “Dobbiamo pagare per i prossimi anni i debiti che ci hanno lasciato Bianco, Scapagnini e Stancanelli. Stiamo ereditando un debito da 140milioni di euro e 60milioni di euro. Il Comune ha acquistato prodotti finanziari per 400milioni di euro. A questo si aggiungono fitti passivi per 6milioni di euro, il costo di 700mila euro/anno del tribunale del lavoro in via Carvana mai utilizzato e gli altri palazzi abbandonati. Se entriamo a palazzo degli Elefanti faremo una commissione speciale e ci costituiremo parte civile nei processi”.

“Vogliamo -insiste Adorno- tagliare i vertici del Comune, i nominati, gli amici degli amici, ma soprattutto le municipalità, tutelando gli uffici di periferia”.

E ancora: “Puntiamo sull’istituzione del registro delle coppie di fatto”.

Lo slogan: “No al porto commerciale, vogliamo un porto senza barriere, senza ostacoli, senza dogana”.

 

Live Sicilia (04/05/2013)

Antonio Condorelli