“Non sono una candidata fantasma”

La grillina Adorno risponde alla provocazione di Bianco: “Se finora non mi ha visto è perché sto lavorando. I politici hanno portato Catania allo sfascio, il Movimento 5 stelle non ne salva nessuno. Caserta? Non ha responsabilità, ma non ci alleeremo con lui”
Il candidato sindaco ‘fantasma’ non si scompone più di tanto. “Fantasma? – dice Lidia Adorno, in corsa per Palazzo degli Elefanti  per il Movimento 5 Stelle – Non mi sembra. So che Bianco mi ha definita  così. Ma probabilmente Bianco non mi ha vista perché sono da un bel po’ al lavoro nei tavoli di discussione aperti con i cittadini. Ed è altrettanto probabile, anzi, sicuro, che non mi ha vista sui manifesti elettorali. Ma il Movimento non ha soldi da spendere così. Se questo vuol dire essere  fantasmi, va bene. Ci sono già tante facce di aspiranti futuri consiglieri  sui muri della città e accanto alle facce ci sono i nomi, ma non il simbolo.  Perché molti non hanno ancora deciso con chi collocarsi. Andranno con chi  offrirà di più probabilmente. Noi non inganniamo i cittadini.La sua candidatura  a sindaco come è maturata? 
“Questa candidatura è frutto innanzitutto di  una crescita individuale e anche collettiva. Siamo cresciuti come movimento  e io ho accettato di farmi carico della richiesta che è maturata. Noi stiamo  vivendo una rivoluzione pacifica e, rispetto a questo, ho deciso di dare  il mio piccolo contributo”.Ha parlato di richiesta, c’è stato quindi  prima un dibattito, una valutazione… 
“Come è naturale tra di noi parliamo,  così come tutte le persone che fanno parte di un movimento o di un qualsiasi  organo politico. C’è stata poi una votazione interna degli attivisti dei  due gruppi del Movimento catanese ed è venuto fuori il mio nome”.Ha già  preparato il suo programma per Catania? 
“Noi siamo solo dei portavoce;  da noi tutto è frutto di dibattito assembleare che, in questi mesi, si  è intensificato. Abbiamo formato dei gruppi di lavoro e ci siamo confrontati,  su temi specifici come cultura, turismo, Piano regolatore, con i cittadini  e alcuni esperti. Da questo confronto sono venute fuori delle linee-guida  di un ‘programma open’, perché sino alla fine saremo aperti ai contributi  dei cittadini, perché siamo sempre con l’orecchio teso ad ascoltare soprattutto  gli ultimi. Raccogliamo le istanze nei quartieri, in strada con i nostri  banchetti perché nessuno rimanga indietro, che non è solo uno slogan ma  il nostro vero modo d’intendere la politica e agire di conseguenza”.Può  anticipare qualcuna di queste linee guida? 
“Si rifanno a quelle che sono  le nostre cinque stelle a partire dai costi della politica, che abbiamo individuato nel taglio dei consigli d’amministrazione delle aziende partecipate  e quindi di tutti quei posti assegnati dalla politica agli amici degli  amici, spesso per ‘risarcire’ politici non rieletti. Quando parliamo di  tagli pensiamo a questi vertici nominati dai partiti, non certo ai posti  di lavoro ‘normali’. Vogliamo anche eliminare i costi che derivano dagli  organismi ‘politici’ delle Municipalità. Via i presidenti e i consiglieri  e un decentramento che sia solo quello dei servizi anagrafe e degli sportelli  per i cittadini. Un’altra nostra stella è quella dell’ambiente. Noi vogliamo una nuova rimodulazione della gestione dei rifiuti. Il rifiuto può trasformarsi  da problema a risorsa, come succede in moltissime altre città. Noi abbiamo  una raccolta differenziata ferma al 12%, con una organizzazione efficiente  e incentivi ai cittadini virtuosi si possono raggiungere ben altri obiettivi.  Con le fonti rinnovabili si creano nuovi posti di lavoro e si produce energia  pulita. La gestione delle isole ecologiche a Catania è scandalosa. La nostra  proposta può innescare meccanismi di produzione, risparmio e tutela dell’ambiente. Un’altra delle stelle che brillano sul nostro stemma è quella della mobilità  sostenibile da studiare e integrare però in un’ottica di area metropolitana. Evitando sempre sprechi, doppioni e spese poco trasparenti”.

Le emergenze  sociali e la disoccupazione, già gravi ovunque, a Catania raggiungono vertici impensabili. Che proponete? 

“Nasce tutto dalle cattive amministrazioni  che si sono succedute negli anni. Due artefici di questa situazione li  abbiamo proprio in questa campagna elettorale. Responsabili a Catania e  nel Paese, visto che sono stati anche parlamentari. Le amministrazioni  precedenti hanno massacrato le casse del Comune e ci hanno portati in questo  stato di pre-dissesto con tasse e aliquote comunali già praticamente ai  massimi livelli. La mancanza di posti di lavoro è figlia dalle politiche  economiche attuate nel corso degli anni del Pd e del Pdl. Come già detto,  anche una efficace gestione della raccolta differenziata dei rifiuti crea  nuovi posti di lavoro. Sono proposte banali, ma chissà perché loro non  ci hanno mai pensato. Tutti dicono che il turismo e la cultura sono risorse  alle quali Catania deve attingere ma nessuno in questa città ha mai fatto  niente di concreto. Noi abbiamo per esempio in mente il progetto di un  grande porto turistico, ma non al fianco del porto commerciale, ma al posto  del porto commerciale. Il traffico mercantile va spostato ad Augusta. Un  grande porto turistico e le attività a esso collegate creerebbero migliaia  di posti di lavoro e riqualificherebbe davvero questa importante area della  città. È chiaro che si tratta di un progetto da avviare, non abbiamo certo  la bacchetta magica, ma è un processo che si può avviare solo se si hanno  le mani libere da precedenti accordi e da favori da scambiare. Noi le mani  libere le abbiamo”.

Non salva proprio niente delle esperienze amministrative  precedenti? Non condivide proprio nulla delle proposte degli altri candidati? 
“Decisamente nulla. Noi siamo assolutamente contrari agli schieramenti che rappresentano e al loro modo di gestire la politica. Per noi Pd e Pdl,  o questa nuova formazione di Monti, sono esattamente la stessa cosa. Trattano il cittadino nello stesso modo, senza coinvolgerlo. Rappresentano il Palazzo  che si è chiuso dentro il Palazzo”.

Ma c’è anche il candidato sindaco Maurizio Caserta. Lui non rientrerebbe in questi schemi…
“Certamente  Caserta non ha responsabilità. Non ha governato”.

Con lui potreste allora  anche ritrovarvi su un terreno comune? 
“La domanda è retorica e dunque  conosce già la risposta. Noi non facciamo alleanze con nessuno”.

Fatta questa intervista adesso rischia l’espulsione dal Movimento? 
“Sfatiamo  il mito che il Movimento 5 Stelle ce l’ha con la stampa. Ce l’ha con quella  stampa di parte che riporta non le nostre opinioni ma quello che gli pare. Qui rappresento cittadini che si occupano della propria città e quindi sono ben lieta d’esserci per parlare dei temi della città”.

La Sicilia (30/04/2013)

Giuseppe Farkas

http://www.lasiciliaweb.it/articolo/97805/politica/non-sono-una-candidata-fantasma