“La multinazionale Micron taglierà la metà del personale in Italia. Il M5S non ci sta!

Continua l’odissea dei lavoratori Micron.
Giorno 20 gennaio si è svolto, al Ministero dello Sviluppo Economico , un altro incontro fra l’azienda e le parti sociali, nel corso del quale è stata discussa la vertenza della Micron, multinazionale americana che rilevò 3 anni fa, da Stm, la divisione memorie Numonyx. Scandalosamente assente il Governo siciliano, il quale in passato aveva dichiarato di appoggiare le istanze dei sindacati e di essere disposto a partecipare e difendere i posti di lavoro in pericolo. Oltre il danno, invece, arriva la beffa!
Giorno 20 è stato confermato, infatti, il piano di tagli di Micron: 420 esuberi in Italia, di cui 223 ad Agrate Brianza (Monza), 128 su 324 a Catania, 53 a Napoli e 17 ad Avezzano (L’Aquila).
Il M5S Catania, gruppo 900, concorde con quanto affermato dai sindacati Fim, Fiom e Cisl , denuncia questo “atto di pirateria” da parte di Micron, la quale ha prima rilevato una rivale, ne ha acquisito i brevetti e il portafoglio clienti e poi, in totale spregio verso il lavoro e le professionalità presenti sul territorio, ha messo in atto un piano che ha come scopo quello di abbandonare l’Italia, e tutto ciò pur non soffrendo la crisi! Ricordiamo, infatti, che il suo titolo in borsa è salito e nell’ultimo anno ha visto aumentare i profitti.
Micron E’ scandaloso, inoltre, che abbia avviato le procedure di mobilità senza ascoltare le richieste del Governo e delle associazioni sindacali, motivandole con la decisione di spostare alcune attività negli Stati Uniti e in Asia, scelta, la prima, che appare di un nazionalismo sconcertante e nonostante esistano importanti finanziamenti europei per la micro e nano elettronica, che avrebbero potuto essere utilizzati per lo sviluppo e per mantenere o addirittura incrementare l’occupazione.
Da oggi previsti ulteriori incontri tra i sindacati e i dipendenti della Micron, per pianificare le iniziative di protesta da mettere in campo. Il 23 gennaio e venerdì 24 i lavoratori incroceranno le braccia per otto ore e sarà organizzato un presidio davanti la sede dell’azienda presso il Modulo M6 della zona industriale di Catania. Venerdì, oltre al sit- in, è stato programmato un corteo che dallo stabilimento Micron raggiungerà quello di StMicroelectronics. Il Governo, intanto, ha convocato un nuovo tavolo per il 28 gennaio.
Il M5S, che si è occupato della questione, partecipando alle riunioni, intervenendo con mozioni e interventi in aula, era presente con i suoi rappresentanti alla scorsa riunione a Roma e lo sarà anche in questa occasione.
Il M5S chiede, dunque, al Governo regionale di occuparsi della questione  e di essere quantomeno presente alla riunione del 28 gennaio.
Chiede, inoltre, ai Governi regionale e nazionale di mettere in atto tutte le iniziative necessarie presso il Governo americano, affinché la Micron ritorni su suoi passi e riavvii il dialogo con le parti sociali e con il Governo, per arrivare ad una soluzione che tuteli il lavoro in Italia.

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