M5S Catania e Arcigay Catania insieme contro omofobia e transfobia

La scorsa settimana alla Camera dei Deputati è andata in scena una farsa che ha dell’incredibile e che sarebbe esilarante, se non fosse irrimediabilmente grottesca!
Il deputato del PD, Ivan Scalfarotto, promotore di una nuova legge contro l’omofobia e la transfobia, primo firmatario, si è piegato, insieme a parte del suo partito, alle richieste ambigue e inaccettabili di altri schieramenti Parlamentari.
La legge in discussione avrebbe dovuto estendere la Mancino del 1993, là dove questa sanciva le aggravanti per l’istigazione e l’incitamento alla violenza, aggiungendo le motivazioni dell’identità sessuale della vittima. La proposta è stata presentata da più di 200 parlamentari, ma gli emendamenti che sono stati approvati, hanno completamente stravolto il risultato.
Il Movimento 5 Stelle, firmatario della legge che sanciva l’estensione della Mancino, si rifiuta di accettare il risultato dei suddetti emendamenti.  Noi attivisti siamo certi che le lotte per i diritti civili in Italia non contemplino la necessità di accordarsi con le forze reazionarie di questo Paese. La battaglia per la libertà di espressione, anche di orientamento sessuale dei cittadini, deve essere fra le prime nell’agenda politica dei nostri Parlamentari.

Quando il sub-emendamento, proposto dall’on. Gitti (Scelta Civica), dichiara che non costituiscono discriminazione aggravata all’omofobia le opinioni assunte all’interno di determinate associazioni, come quelle politiche, sindacali o religiose, di fatto rende legali le esternazioni di tipo razzista e omofobico, purché queste vengano dichiarate negli ambiti previsti dalla legge.
Ad esempio se ad un convegno di partito si dicesse che i gay o i transessuali sono malati e deviati e devono essere curati, per come è strutturata oggi la legge, i relatori non potrebbero essere accusati di niente.
Ma non è solo la categoria che investe l’attuale dibattito sulla legge ad essere coinvolta e in pericolo, bensì tutte le minoranze indigeste a partiti, associazioni e movimenti.Il sub-emendamento, infatti, opera su tutta la legge Mancino e crea una bolla di tolleranza verso le manifestazioni che implicano il rifiuto dell’altro; quindi via libera alle esternazioni antisemite di Forza Nuova, alla demonizzazione dell’ateo nei circoli religiosi, al subdolo pregiudizio verso i disabili; via libera a coloro che hanno qualsiasi pregiudizio e vogliono convincere che il loro pensiero sia ragionevole!
Incontro pubblico contro omofobia CataniaSiamo sconcertati! Basiti di fronte ad una completa mancanza di realismo istituzionale!

Per non disturbare le frange bigotte ed ecclesiali, i promotori della legge si sono disgustosamente piegati alle pressioni dei benpensanti, fuggendo dalla responsabilità di operare un vero cambiamento del sentire comune, rifiutando di avvalorare quei diritti che a gran voce chiede una parte consistente della popolazione.
Era tutto molto semplice: c’era la legge giusta da modificare, c’erano gli uomini e le donne che hanno speso parte della loro vita nella tutela dei diritti civili e c’era la richiesta delle associazioni Lgbt che da anni proponevano una legge che tuteli le loro vite.
Era tutto molto semplice: bastava aggiungere una postilla agli articoli della legge Mancino e i cittadini avrebbero avuto garanzie e protezione, la certezza che lo Stato li avrebbe salvaguardati.
Era tutto molto semplice, ma in Italia, come si sa, ciò che è semplice risulta ostico: abbiamo una totale idiosincrasia verso ciò che implichi velocità e raziocinio.
Il Movimento 5 Stelle di Catania e l’Arcigay di Catania, martedì 24 settembre 2013 ore 11 all’Hotel Novecento, hanno voluto incontrarsi e confrontarsi sulle tematiche in questione, per cercare di unire le forze e contrastare una legge ingiusta e discriminante.
Il Dott. Giovanni Caloggero, Presidente dell’Arcigay della Provincia di Catania, ha chiesto che la proposta di legge venisse bocciata al Senato. Tale proposta, così come approvata alla Camera, infatti, più che inutile, è assolutamente dannosa.
Nunzia Catalfo, membro del Consiglio europeo nella commissione dei Diritti umani  porterà la questione a Strasburgo.

Giulia Grillo, deputato del M5S, ha espresso la propria perplessità sul fatto che il PD, nonostante avesse tutti i voti del M5S e di SEL, si sia piegato al PDL ed abbia in tal modo approvato l’emendamento; ha anche sottolineato che la proposta è contraria alle direttive europee.

Gianina Ciancio, Portavoce all’ARS “Sarebbe, , bastato semplicemente aggiungere alla Legge Mancino il reato contro l’omofobia e attenersi alla Costituzione.

Ornella Bertorotta, fa presente che la senatrice Montevecchi aveva già presentato, prima di questo, un altro testo di legge e che al Senato si cercherà di far stralciare l’emendamento. L’Arcigay, invece, chiede che la proposta sia bocciata tout court.
E’ opinione del Presidente Arcigay di Siracusa che la proposta di legge vada assolutamente bocciata. Inoltre, ritiene che l’istituzione del registro delle unioni civili sia più che altro un atto simbolico, e che serva, invece, una lotta all’omofobia, incominciando dall’educazione scolastica.
Anche il Presidente dell’Arcigay di Messina chiede che la proposta di legge venga cassata completamente, ma non condivide l’opinione che i registri delle unioni civili siano inutili, anzi, sostiene che, attraverso gli stessi, si riesca a dialogare con le amministrazioni.

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