M5S suona la carica, Lidia Adorno: “Catania stamu arrivannu!”

“Noi vogliamo vincere. Sarei il primo sindaco donna a Catania e, aspetto fondamentale, sono catanese”. Lidia Adorno si presenta col sorriso ma è l’espressione della risolutezza. Il candidato del Movimento 5 stelle per la poltrona di sindaco di Catania entra di slancio nel vivo della campagna elettorale, sferrando colpi taglienti, ma con sobrietà. Un misto di ironia, consapevolezza del ruolo e profondo realismo. “Chi ha amministrato Catania negli ultimi quindici anni – afferma la Adorno – ha raggiunto un obiettivo: lo stato di pre-dissesto finanziario. Il risultato è evidente perché si tocca con mano. Le condizioni di vivibilità della città sono ormai insostenibili, Catania è vissuta per troppo tempo in un limbo culturale ed economico-sociale raggiungendo progressivamente l’attuale situazione. Il cambiamento non è più prorogabile e noi siamo qui per questo”.

La portavoce grillina presenterà formalmente la sua candidatura, domani, venerdì 3 maggio, al Centro culturale Zo, l’appuntamento è fissato per le ore 20.00, affiancata dalla portavoce alla Camera Giulia Grillo e da Gianina Ciancio, portavoce all’Ars. Sarà l’appuntamento tanto atteso per fare luce anche sulle liste del movimento per il Comune e per i consigli di quartiere.

Il vostro slogan è “Stamu arrivannu”, una formula significativa che, eccezionalmente per voi, viene trasmessa anche con l’utilizzo dei media tradizionali…

“Li usiamo con intelligenza e rispetto dei ruoli, – prosegue la Adorno – cosa che non sempre avviene nei nostri confronti da parte di certa stampa. Naturalmente privilegiamo il web perché è la nostra forza, il nostro habitat naturale. Proveniamo da lì, attraverso un percorso fatto di dibattito e condivisione che ci ha permesso di crescere. Ciò non toglie però la possibilità di dialogo con tutti, in rappresentanza del movimento di cittadini che rappresento”.

Lei parla di “riscatto” della città, dei catanesi. Attraverso quali punti programmatici può maturare questo passaggio?

“Credere nel cambiamento vuol dire anzitutto esprimere spessore morale e culturale, il primo passo verso la dimostrazione di affidabilità e di credibilità. Catania ha tutte le potenzialità per cambiare nelle giusta direzione e tirarsi fuori da questa posizione di stallo. Sviluppo sostenibile, turismo e cultura sono i cardini centrali del nostro programma. Anzitutto va rimodulata la gestione dei rifiuti, trasformando il modello in una risorsa che rispetti l’ambiente e produca occupazione. E non è un’utopia perché questo modello sta ottenendo efficaci risultati in altre città. Il turismo deve rappresentare un’ulteriore chance: Catania possiede mezzi culturali e architettonici enormi, vanno messi in bella evidenza. In tal senso, un passo decisivo è rappresentato dalla configurazione strutturale del Porto, che da mercantile deve trasformarsi in turistico per ospitare il più alto numero di posti barca. Un sito in grado di garantire accoglienza e servizi efficienti ai diportisti”.

In quanto a problemi Catania non si fa mancare niente: partendo dall’eterna incompiuta chiamata Zona Industriale. Nella consapevolezza delle condizioni asfittiche delle casse comunali…

“Non si può pensare di operare tagli e accorpare servizi senza prima ridurre le consulenze, che incidono sul bilancio del Comune in modo determinante. Rispondendo, peraltro, alla consueta logica clientelare. Il bilancio comunale deve essere visibile a tutti, cioè leggibile, comprensibile e verificabile. Se toccasse a noi, sarebbe una priorità insieme alla realizzazione, una volta per tutte, del Piano regolatore. Strumento da scrivere insieme ai cittadini e non all’interno delle segrete stanze. Un progetto di espressione popolare. È necessario, inoltre, varare un piano di rimodulazione economica che elimini gli sprechi, a cominciare dai 6 milioni di euro derivanti dagli affitti degli immobili comunali. Le sembra poco? Sulla Zona Industriale il nostro indirizzo è la creazione di un consorzio, cioè di una rete di imprenditori che operano in loco, con il Comune a fare da interlocutore diretto e sempre disponibile per quel che gli compete”.

Ha già fatto l’agenda con i profili della sua Giunta?

“Sarà composta da persone che possiedono gli adeguati requisiti tecnici e professionali, strettamente connessi al ruolo che andranno a svolgere. Un’operazione pubblica, partecipativa. Il curriculum, e non il requisito politico, farà la differenza”.

blogsicilia.it (02/05/2013)

Luigi D’Angelo

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