Registro delle Unioni Civili (finalmente) anche a Catania

Il Consiglio Comunale di Catania, ha approvato la delibera sull’istituzione del Registro delle Unioni Civili.
Dopo un lungo e tormentato Consiglio Comunale, in cui hanno preso parola diversi rappresentanti delle aree politiche, si è giunti alla votazione favorevole.
Ritornano ridondanti e stridenti alcune dichiarazioni di voto espresse in sede consiliare e ci si rende conto come un principio sacrosanto e legittimo, espresso attraverso la volontà di diverse associazioni che tutelano le minoranze e si battono per i diritti dei cittadini, possa essere manipolato, fuorviato e incompreso fino al punto da esprimere opinioni che travalicano il significato della proposta.
Sì, si è giunti al voto favorevole, forse per non tirare troppo la corda della maggioranza, ma lo si è fatto apportando un dialogo non sereno su un argomento che, di contro, dovrebbe essere gestito e affrontato con naturalezza e senso civico, aprendo la via a quelle riforme basilari che i cittadini chiedono, che devono essere scolpite come pietre miliari nella coscienza comune.
registro comunale unione c
Chi ha presenziato al Consiglio, ha invece assistito a recriminazioni che travalicano queste considerazioni e che ricadono come massi pesanti e ingiusti sul dialogo dei diritti sacrosanti delle componenti minoritarie della cittadinanza. Ci riferiamo a improbabili dichiarazioni sul presunto attacco alla “famiglia tradizionale” che il Registro potrebbe sferzare; ci riferiamo alle dichiarazioni di voto stiracchiate che seguono il solco della più becera dottrina conservatrice; ci riferiamo al fatto che non esiste una vera forza rinnovatrice che abbia una collocazione stabile perché il voto di oggi è stato trasversale ma ha spaccato la maggioranza. Per cui i voti riconquistati dei dissidenti di Articolo 4, che qualche giorno fa si era espresso in modo contrario, hanno fatto da contraltare a quei voti dell’altra componente della maggioranza che invece ha votato no o ha preferito non affrontare il dibattito non presentandosi al Consiglio Comunale. Solo 23 voti favorevoli per l’approvazione di un diritto ormai acquisito in seno a molti Comuni, buoni per far passare la delibera ma pochi per esprimere il senso civico di una popolazione, deludentemente pochi per affrontare un dibattito maturo.
Noi del Movimento 5 Stelle apprezziamo che questo traguardo sia stato raggiunto, come sempre, infatti, siamo vicini alle Associazioni lgbt, che si sono battute ampiamente per questo risultato, e a quella fascia di cittadini che chiedeva un passo concreto verso le unioni di fatto.
Siamo fermamente convinti che ci si debba incamminare verso la creazione di una vera comunità che si basi sul rispetto, l’accettazione delle diversità, la salvaguardia delle minoranze, realizzando interventi che rispettino la dignità delle persone. Al Registro, infatti, sono legati importantissimi diritti come la successione in caso di morte, l’assistenza in ospedale del compagno, il subentro in contratto d’affitto, tutte quelle agevolazioni che sono la normalità per le coppie sposate e che richiamano l’Articolo 3 della Costituzione sulle norme contro la discriminazione determinate dall’orientamento sessuale o dalla identità di genere.
Lieti del il traguardo raggiunto, consideriamo l’avvenimento come il primo passo verso una presa di coscienza dell’intera cittadinanza, sapendo che la strada dei diritti è ancora molto lunga.

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